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Inaugurata al Palazzo vescovile, alla presenza delle autorità, la mostra dedicata al restauro della statua dell’Assunta    versione testuale

Lo splendore regale e l’umanità di Maria


Finalmente lo sguardo della Madonna Assunta si è svelato. Venerdì 7 settembre, presso il Palazzo vescovile, si è tenuta l’inaugurazione della mostra con cui la Diocesi di Carpi ha voluto restituire alla città, dopo il restauro, la statua della Vergine che si venera da cinquecento anni in Duomo. Lungo lo scenografico scalone del Vescovado, via d’accesso al percorso espositivo, si sono riuniti, intorno al Vescovo monsignor Francesco Cavina, le autorità civili e militari, i presidenti e i membri dei Club Lions Alberto Pio, Lions Carpi Host e Rotary Carpi, che hanno finanziato il recupero della statua, e i rappresentanti delle realtà associative impegnate nell’organizzazione della mostra, Unitalsi e Anioc. Sulla complessità del restauro eseguito si sono soffermati, durante la cerimonia, i “tecnici”. L’ingegner Marco Soglia, responsabile dell’Ufficio ricostruzione della Diocesi e curatore della mostra, ha osservato come il recupero delle cromie originali abbia restituito una scultura molto diversa da quella a noi consueta, ma senza dubbio “in meglio”, augurando ai visitatori, una volta giunti davanti alla statua, di poter fissarne l’immagine nel cuore.
Antonio Altobello, restauratore e legale rappresentante del Laboratorio di restauro Alchimia, ha spiegato come, attraverso una campagna di saggi diagnostici, si sia proceduti, man mano, alla rimozione di “strati congrui”, dal più recente, ottocentesco, fino a quello cinquecentesco, con estrema cura nei riguardi di un’opera in condizione degradata a seguito del sisma. Altobello ha poi aggiunto che la mandorla con i cherubini è al momento in restauro e sarà pronta per il rientro della statua in Cattedrale il prossimo 8 dicembre. Maria Grazia Gattari, funzionario della Soprintendenza incaricato dell’alta sorveglianza sul restauro, ha sottolineato, al riguardo, “l’audacia” nella decisione di rimuovere strato dopo strato, nonostante il timore iniziale di non trovare ciò che si andava cercando, coraggio ripagato dal magnifico risultato ottenuto. Da parte loro, come già nella conferenza stampa di presentazione della mostra, i presidenti di Rotary Club Carpi, Lions Club Alberto Pio e Lions Club Carpi Host, rispettivamente Andrea Decaroli, Ivana Sica, e Paolo Casarini, hanno voluto ringraziare nuovamente il Vescovo per l’opportunità offerta ai tre Club di mettersi al servizio della collettività, secondo la propria mission, attraverso questo restauro, opera di alto valore culturale e simbolico per la città. E di valori ha parlato anche il sindaco Alberto Bellelli, ricordando che l’Assunta è stata ospite per il restauro ai Musei di Palazzo Pio, nella “casa” del principe Alberto III che la commissionò. In questa immagine - “se potesse parlare chissà quante angosce e paure racconterebbe di chi a lei si è rivolto, ma anche gioie e speranze!” - è racchiuso un importante simbolo di comunità e di identità per i carpigiani, così come l’intervento compiuto è uno dei segnali che la ricostruzione va avanti, non solo nel risollevarsi dalle macerie del terremoto, ma anche nel continuare ad investire nel bello.
 
Le parole del Vescovo
Grazie: questa la parola sgorgata dal cuore di monsignor Cavina a dare il via ad un’iniziativa da lui fortemente voluta. Grazie, dunque, ai Club Rotary e Lions, “senza il loro finanziamento quest’opera non avrebbe potuto realizzarsi”. Ad Alchimia, “per aver preso in carico un restauro così complesso e delicato... anche rimettendoci qualche soldino”, e alle restauratrici: “andando a vedere i lavori, ho visto come si affezionavano man mano alla statua... alla fine mi hanno confidato che quasi dispiace loro di averla restituita”. Grazie inoltre a Luigi Zanti e a Simone Ramella, per l’organizzazione della mostra “che è opera loro, insieme ad alcuni amici”. Dal ringraziamento, ecco, poi, la recita della preghiera riportata sulle immaginette della Madonna, a rinnovare la consapevolezza che la statua dell’Assunta è innanzitutto un oggetto di culto. Le vesti dorate, con foglie di oro zecchino, degne della Madre del Signore che sale verso il Cielo, con lo “sguardo innamorato” rivolto verso Dio. Ma anche i segni intorno agli occhi - quasi occhiaie, così li ha definiti monsignor Cavina - con cui l’artista, Gasparo Cibelli, volle rendere l’umanità di Maria Assunta, donna che si è risvegliata dal sonno della morte.
12 settembre 2018

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