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Com. St.30 del 25 marzo 2017 - Nella mattinata di oggi, sabato 25 marzo, è stata solennemente riaperta al culto la Cattedrale di Carpi


A presiedere la liturgia

il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano

 

 

“Una grande gioia pervade il nostro animo mentre siamo qui riuniti per riaprire al culto la nostra amata Cattedrale”. Le parole pronunciate da monsignor Francesco Cavina, Vescovo di Carpi, sul sagrato della Cattedrale di Santa Maria Assunta, all’inizio del rito religioso, esprimono bene i sentimenti che hanno animato la solenne concelebrazione di riapertura al culto dell’edificio, tenutasi nella mattinata di oggi, sabato 25 marzo. Grande gioia, dunque, ma anche commozione per questo evento che ha segnato il definitivo recupero della Chiesa madre della Diocesi di Carpi a distanza di quasi cinque anni dal sisma del 2012.

A presiedere la liturgia il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, che ha aperto la porta della Cattedrale battendone per tre volte lo stipite, come prevede il rito. Da qui la processione dei cardinali e dei vescovi è entrata nell’edificio, riempito da un’assemblea di circa 1800 persone.

“La presenza di tanti vescovi e sacerdoti – ha affermato il cardinale Parolin nell’omelia – vuole significare la partecipazione corale della Chiesa e della cittadinanza a questo momento gioioso. Vogliono anche significare che il terremoto, come altri drammi che possono scuotere la società, con i loro lutti e devastazioni, non hanno l’ultima parola. Con l’aiuto del Signore e perseverando con operosità e coraggio, la vita rinasce, le ferite si cicatrizzano e si ritorna a camminare insieme, a sperare, a progettare e a costruire”.

“E’ giusto perciò - ha sottolineato - celebrare la conclusione di un’opera importante, resa possibile dall’abnegazione di tanti, dalla fattiva e solerte iniziativa di molti enti, delle Autorità, dei cittadini, dall’impegno della Diocesi e del suo Pastore e dalla reciproca collaborazione di tutti. Essa dimostra – ha ribadito - che il terremoto può colpire e ferire, ma non può sconfiggere e annichilire, può danneggiare e far tremare la terra, ma non può disgregare e disperdere una comunità che si impegni a rinascere”.

 

Sull’importanza della Cattedrale come luogo di fede, di storia e di arte ha, inoltre, insistito il Vescovo monsignor Cavina nel suo discorso durante la celebrazione.

“L’uomo naturalmente religioso e naturalmente artista, fin dalla sua origine, ha

cercato di trovare un senso al proprio precario vivere, alle proprie fatiche e alle

proprie aspirazioni. Questo senso è giunto a noi attraverso l’incarnazione della Bellezza increata - il Verbo di Dio - che trova una sua manifestazione anche nella bellezza artistica favorita e promossa dalla Chiesa, che suscita attrazione anche per le culture che si affacciano ora al nostro mondo accidentale”.

“Vi ringrazio – così si è rivolto ai Vescovi, alle autorità e a tutti i presenti – di essere qui convenuti perché la vostra presenza arricchisce la nostra Chiesa locale e rappresenta una testimonianza di attenzione e di affetto nei confronti di un popolo che ha sofferto, ma che ha anche saputo reagire con dignità coraggio e inventiva ad una tragedia di grandi proporzioni”.

Al termine della Santa Messa, il cardinale Parolin ha infine incoronato la statua della Madonna Assunta, che da cinquecento anni – da quando cioè esiste l’edificio - è conservata in Cattedrale e che è stata sottoposta ad un intervento di restauro a seguito del sisma.

 

Cardinali e Vescovi

Oltre al cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, erano presenti all’altare altri tre cardinali: il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e arcivescovo di Genova, il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna, e il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze.

Tra i vescovi – una quindicina – monsignor Matteo Maria Zuppi, arcivescovo metropolita di Bologna, monsignor Douglas Regattieri, vescovo di Cesena-Sarsina, monsignor Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, monsignor Enrico Solmi, vescovo di Parma, monsignor Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Carlo Mazza, vescovo di Fidenza, monsignor Andrea Turazzi, vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Elio Tinti, vescovo emerito di Carpi, monsignor Luigi Bressan, arcivescovo emerito di Trento, monsignor Joseph Kariyil, vescovo di Cochin (India).

Circa un centinaio infine i sacerdoti concelebranti.

 

Autorità civili

Fra le numerose autorità civili: il ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti; Stefano Bonaccini e Palma Costi, rispettivamente presidente e assessore alla ricostruzione della Regione Emilia-Romagna; i parlamentari Edoardo Patriarca, Manuela Ghizzoni, Matteo Richetti e Stefano Vaccari; il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, e i sindaci dei comuni situati nel territorio della Diocesi; il prefetto di Modena, Maria Patrizia Paba.

 

Orchestra e Corale

L’Ensemble Symphony Orchestra diretta dal maestro Giacomo Loprieno, che già si era esibita al concerto nell’apertura straordinaria della Cattedrale il 26 settembre 2015, e la Corale Guglielmi di Massa hanno eseguito la Santa Messa dell’Incoronazione di Wolfgang Amadeus Mozart.

Brani musicali magistralmente eseguiti che hanno reso ancora più sentita la partecipazione dei fedeli alla celebrazione.

 

Offerte devolute a Progetto Gemma

In occasione della riapertura della Cattedrale, circa 100 fedeli della Diocesi hanno adottato spiritualmente, nella preghiera, alcuni bambini non ancora nati.

Le offerte raccolte durante la celebrazione di questa mattina saranno destinate a Progetto Gemma di Fondazione Vita Nova per il sostegno alle mamme che, in tutta Italia, decidono di non interrompere la gravidanza e di accogliere i loro bambini.

 

In allegato i testi dell’omelia del cardinale Parolin e del vescovo Cavina.

 

 

 

 

 

 

 

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